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L'uomo

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La foraggicoltura
L’attività si divide tra la conduzione dei prati permanenti nel fondovalle e dei pascoli d’alta quota in alpeggio; i primi sono pascolati in primavera e in autunno, prima della monticazione e dopo la demonticazione, e sfalciati normalmente 2 volte nel corso dell’estate per costituire le riserve di fieno da utilizzare nel corso della lunga stagione invernale.
In alpeggio la pratica del pascolo estensivo è ancora molto diffusa secondo la tradizione per cui il pastore veglia la mandria sovente affiancato da un aiutante e/o da un cane. Gli animali possono quindi pascolare, in un’annata normale, anche fino a sei mesi con notevole beneficio in relazione al proprio benessere.

L’allevamento

Due sono le tipologie di aziende che contraddistinguono la zootecnia valdostana: le stalle di fondovalle che sono più di un migliaio con un patrimonio bovino di poco inferiore ai 40 000 capi, di cui la metà circa in lattazione, e gli alpeggi. Questi ultimi sono oggi ancora 150 sparsi su tutta la regione nella fascia altimetrica compresa fra i circa 1500 m di altitudine s.l.m. e il limite superiore della vegetazione erbacea; ogni alpeggio è costituito da più stazioni (tramuti) in modo da poter sfruttare le cotiche erbose a quote crescenti con il procedere della stagione estiva e viceversa con l’approssimarsi dell’autunno.






 
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