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La Valle d’Aosta rappresenta, nel
cuore della catena alpina,
un’enclave protetta dalle
perturbazioni che interessano le
Alpi esterne.
Il clima è continentale e la
scarsità delle precipitazioni
favorisce la luminosità e, di
conseguenza, il rapido aumento delle
temperature nella stagione calda; le
escursioni termiche sono comunque
piuttosto forti. In una regione
orograficamente complessa non vi è
però un'unica tipologia climatica,
ma più microclimi diversi a seconda
delle quote altimetriche e dei vari
settori di valle.
I massicci esterni sono costituiti
di rocce cristalline, ma abbondano
anche le rocce metamorfiche
(soprattutto calcescisti e rocce
verdi).
Circa un terzo della superficie
totale è occupato da prati
permanenti e da pascoli d’alpeggio,
che si spingono fino a 3000 m di
altitudine.
vedi
PROFILO ALTIMETRICO
DELLA VALLE D'AOSTA
vedi SUDDIVISIONE SUPERFICIE AGRICOLA DELLA
VALLE D'AOSTA
Così come tutti i settori della
nostra società, anche il tessuto
agricolo e rurale valdostano ha subìto profonde trasformazioni. La
più parte dei seminativi è stata
abbandonata, cedendo il terreno ai
prati permanenti, destinati al
foraggiamento del bestiame. Il
numero delle aziende agricole si è
di molto ridotto, ma il carico
regionale di bestiame non è calato
di pari passo, poiché la dimensione
media degli allevamenti si è
ampliata. Gestire aziende più grandi
significa affrontare una maggiore
complessità organizzativa e, in
presenza di un patrimonio fondiario
frammentato e disperso, si traduce
nell’impossibilità di adottare le
stesse pratiche agricole su tutte le
parcelle coltivate. La varietà nella
fertilizzazione e nella frequenza di
sfalcio o di pascolamento,
unitamente alle differenze di quota,
esposizione e inclinazione
contribuiscono a spiegare
l’eterogeneità della vegetazione dei
prati e dei pascoli valdostani. |
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